FONTE: RELAZIONE FINANZIARIA ANNUALE 2020

La diffusione globale del COVID-19 a inizio 2020 ha rappresentato un elemento di profonda discontinuità per il Gruppo FS Italiane. Se, infatti, l’esercizio 2019 confermava ancora un percorso di crescita con incrementi dei viaggiatori e volumi di traffico merci trasportati, nel corso del 2020 il Gruppo FS ha fronteggiato, con le sue società controllate in Italia e all’Estero, una severa contrazione della domanda e dei servizi offerti.

L’Italia è stato il primo Paese europeo ad applicare un lockdown totale, dal 10 marzo al 3 maggio, e le restrizioni alla mobilità imposte in Europa e sul territorio nazionale hanno drasticamente ridotto le possibilità di spostamento per l’intero corso del 2020.

In tale scenario, l’impegno del Gruppo FS è stato quello di continuare a offrire un numero di collegamenti congruo alla richiesta di mobilità, sia a media lunga percorrenza che regionale, prestando la massima attenzione alla sicurezza e tutela della salute dei viaggiatori e dei propri dipendenti, nel rispetto delle limitazioni previste dalle autorità governative. Tra le iniziative volte a garantire ai passeggeri la possibilità di viaggiare in tutta sicurezza, si segnala il potenziamento delle procedure per l'igiene e la sanificazione di stazioni, treni, bus e ambienti. Oltre all’obbligo d’uso di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), sono state previste nuove forme di accoglienza a bordo con distribuzione gratuita di safety kit e sono stati adottati nuovi criteri di prenotazione “a scacchiera” dei posti a sedere sui treni.

I risultati del traffico delle principali imprese ferroviarie europee 

A causa delle limitazioni alla mobilità e della conseguente diminuzione della domanda, il trasporto ferroviario europeo di passeggeri e merci ha dunque subito nel 2020 forti ripercussioni.

Durante la prima parte dell’anno, i volumi di traffico passeggeri, secondo i dati dell’UIC (Union Internationale des Chemins de Fer), sono diminuiti di circa il 48% in termini di passeggeri km, mentre i volumi di merce trasportata si sono ridotti del 15% circa a causa della chiusura delle attività economiche e del rallentamento della produzione industriale.

Durante il periodo successivo, nell'estate del 2020, la domanda e i volumi di trasporto sono rimasti a livelli bassi sia in termini di passeggeri che di merci. Con la seconda ondata della pandemia molti Stati hanno adottato ulteriori misure restrittive alla mobilità, con conseguenti ricadute sui volumi di traffico.

Il settore più duramente colpito è stato quello del trasporto passeggeri, in particolare il segmento dei servizi commerciali rispetto al segmento a obbligo di servizio pubblico, con una significativa riduzione dell’offerta in tutti gli Stati membri di circa il 16-17% misurata in treni km. A fronte di ciò, dal lato della domanda il traffico in termini di passeggeri km, considerando le principali imprese ferroviarie europee, è diminuito del 57% circa nella spagnola RENFE e del 40% circa nella tedesca DB AG e nella francese SNCF.

Il trasporto ferroviario delle merci, pur risentendo dell’andamento congiunturale dell’economia europea, ha sofferto meno di quello passeggeri le politiche protezionistiche adottate dai diversi Stati membri in seguito all’epidemia da Coronavirus. Molte frontiere, chiuse al traffico passeggeri, sono rimaste aperte per le merci, garantendo l’approvvigionamento di prodotti alimentari, medicinali e, in generale, di beni necessari per assicurare le attività essenziali. In termini di tonnellate km, il calo dei traffici è stato, con riferimento alle principali imprese ferroviarie europee, del 23% circa della spagnola RENFE, del 13% della tedesca DB AG e del 16% della francese SNCF. Tra le imprese dell’est europeo spicca la riduzione dei volumi di traffico della polacca PKP con una riduzione di poco superiore al 20%.

Il mercato dei trasporti

L’elevato livello di incertezza che ha caratterizzato l’andamento congiunturale dell’economia, il crollo della produzione industriale estesa a tutti i principali raggruppamenti industriali (-11,4% rispetto all’anno precedente) e le restrizioni alla mobilità per contrastare la diffusione del COVID-19 hanno comportato una riduzione delle attività di trasporto di proporzioni impensabili. L’andamento della mobilità complessiva ha fatto registrare un crollo nei mesi dell’emergenza sanitaria, con una lenta ripresa nei mesi estivi, per poi diminuire nuovamente nella seconda ondata della pandemia di fine anno.

Il calo della domanda complessiva di mobilità si lega anche all’affermazione in Italia, come nel resto del mondo, di nuovi modelli organizzativi di lavoro che, prediligendo autonomia e flessibilità spazio-temporale, non richiedono necessariamente attività in presenza (smart-working).

Secondo gli ultimi dati disponibili, il traffico autostradale di veicoli leggeri ha subito una riduzione dell’80% circa nei mesi di marzo-aprile, in parte recuperata nei mesi estivi; nella seconda ondata autunnale l’impatto della pandemia è stato meno marcato. A fine anno la riduzione annuale della componente veicolare leggera si è attestata al 30,5%.

Il trasporto collettivo, di cui il TPL è la componente prevalente, ha subito una flessione più marcata rispetto al trasporto individuale, con riduzioni anche superiori al 90% nei mesi di marzo-aprile, recuperate soltanto in parte nei mesi estivi. La seconda ondata della pandemia, con le conseguenti restrizioni alla mobilità, ha avuto sul TPL effetti meno marcati di quelli del primo lockdown.

I provvedimenti governativi di restrizione alla mobilità sul territorio nazionale e tra Stati hanno avuto un impatto pesantissimo sull’andamento del traffico aereo. Nel 2020 si è verificato un drastico calo della connettività aerea, vale a dire il numero di rotte disponibili e la frequenza dei collegamenti di un Paese con il resto del mondo. Nel complesso, i passeggeri trasportati sono stati circa 53 milioni rispetto ai circa 193 milioni del 2019.

Negativo anche l’andamento del trasporto marittimo crocieristico che ha movimentato nell’anno, secondo le statistiche di Assoporti, poco più di 640 mila passeggeri nei porti italiani tra imbarchi, sbarchi e transiti, con una forte contrazione del 94,5% rispetto al 2019.

Nel comparto merci si sono avute contrazioni più contenute, a conferma del ruolo decisivo svolto dalla logistica per la tenuta sociale ed economica del Paese durante la chiusura delle attività.

Il traffico stradale di veicoli pesanti ha subito una flessione di circa il 40% nel periodo marzo-aprile, recuperando nei mesi successivi e risentendo meno nella seconda ondata autunnale dei contagi. Nel complesso, la riduzione delle percorrenze dei veicoli pesanti nelle autostrade, sia quelle gestite da Aiscat sia quelle non più presenti nell’associazione stessa, si è attestata a -15,2%. Più marcata la flessione nel trasporto cargo aereo (-24,9% rispetto all’anno precedente), nonostante il ruolo chiave durante la pandemia per la distribuzione di dispositivi e apparecchiature mediche in tutte le aree geografiche del Paese.

Contrariamente alle altre modalità, i servizi marittimi merci, nonostante la crisi economica innescata dalla pandemia, hanno mostrato una buona capacità di tenuta, realizzando nei porti italiani un volume di merce containerizzata di circa 10,7 milioni di teu, con un calo dello 0,9% rispetto all’anno precedente.

L'infrastruttura ferroviaria e stradale nazionale

Il Gruppo FS Italiane gestisce una rete infrastrutturale, ferroviaria e stradale, di oltre 46mila km distribuita capillarmente su tutto il territorio nazionale assicurando, attraverso il potenziamento degli standard di qualità e sicurezza, lo sviluppo della coesione territoriale.

Al 31 dicembre 2020 l’infrastruttura ferroviaria nazionale, amministrata dalla controllata Rete Ferroviaria Italiana, ammonta a 16.782 km. La consistenza delle linee è la seguente:

  • linee fondamentali, caratterizzate da un’alta densità di traffico, per un’estensione di 6.468 km;
  • linee complementari, che costituiscono una fitta rete di collegamento nell’ambito di bacini regionali e di interconnessioni con le direttrici principali, per una lunghezza totale di 9.364 km;
  • linee di nodo, situate all’interno di grandi aree metropolitane, per un’estensione totale di 950 km.

Considerando la tipologia, le linee a doppio binario sono distribuite per 7.732 km, pari al 46% del totale, mentre riguardo l’alimentazione la linea è elettrificata per 12.065 km (71,9% del totale). La lunghezza complessiva dei binari ammonta a 24.514,5 km, di cui 1.466,7 km di binari di rete Alta Velocità/Alta Capacità.

Tutte le linee della rete sono dotate di un sistema di manutenzione completo e preventivo ed attrezzate con tecnologie innovative di uno o più sistemi di protezione della marcia del treno, che rendono l’infrastruttura ferroviaria di RFI tra le più sicure d’Europa. In particolare, 12.653 km sono attrezzati con il Sistema di Controllo Marcia Treno (SCMT), che tiene conto degli spazi di frenata e delle prestazioni dei treni per determinare la distanza di sicurezza. Le linee ad Alta Velocità, invece, sono dotate di un sofisticato sistema di segnalamento europeo per una gestione del traffico più accurata: ERTMS/ETCS (European Rail Traffic Management System/European Train Control System), che consente con un unico sistema radio di viaggiare in modalità interoperabile a 300km/h.

Grafica: Lunghezza rete e binari

Nel corso dell’anno sulla rete ferroviaria nazionale hanno circolato in media circa 8 mila treni al giorno per un volume complessivo annuo di circa 300 milioni di km percorsi, in forte diminuzione (20% circa) rispetto all’anno precedente a causa delle restrizioni sulla mobilità legate alla pandemia da COVID-19.

Oltre all’infrastruttura ferroviaria, il Gruppo FS Italiane gestisce, tramite la controllata Anas, circa 29.000 km di strade statali, di cui 1.300 km di autostrade. La situazione pandemica e le misure per contenerla, così come per la mobilità ferroviaria, hanno influenzato i volumi e l’andamento del traffico 2020. I maggiori riflessi, rilevati lungo la rete stradale principale Anas mediante un sistema di monitoraggio centralizzato denominato PAnaMA (Piattaforma Anas per il Monitoraggio e l'Analisi), sono stati riscontrati nel segmento dei veicoli totali con una diminuzione del valore medio annuale dell’IMR (Indice di mobilità rilevata) rispetto al 2019 del -25%. Una maggiore tenuta è stata registrata per il segmento dei veicoli pesanti, dove la diminuzione rispetto al valore 2019 si è attestata poco oltre il -10%.

Il traffico passeggeri e merci del Gruppo FS Italiane

Nel trasporto su rotaia i dati complessivi dei viaggiatori segnano una marcata flessione della domanda collettiva (-60,3% di viaggiatori km rispetto all’anno precedente), mentre decisamente più contenuta è la contrazione dei volumi di traffico merci (-6,1% di tonnellate km rispetto al 2019).

Il trasporto Long Haul ha registrato una contrazione dei volumi di passeggeri del 64,7%, dovuta prevalentemente alla componente della domanda dei servizi a mercato (-68,1%).

Nel servizio universale contribuito, il cui modello di offerta è stato definito dalla committenza pubblica, si è registrata una minore riduzione dei volumi pari al 51,5%. L’offerta dei servizi a mercato, dove rientra il prodotto Frecce di Trenitalia, che rappresenta il business di riferimento, è calata di circa il 41,6%.

Trasporto Long Haul - Universale contribuito (compreso anche il traffico effettuato su territorio estero dalle società controllate del Gruppo)

Grafica: Trasporto Long Haul - Universale contribuito

Trasporto Long Haul - Mercato (compreso anche il traffico effettuato su territorio estero dalle società controllate del Gruppo)

Grafica: Trasporto Long Haul - Mercato

Nel trasporto regionale, la riduzione dei volumi è stata meno marcata rispetto ai servizi Long Haul. La domanda soddisfatta, pari a circa 10,7 miliardi di viaggiatori km, sia in Italia che all’estero, è calata del 56,5% rispetto all’anno precedente, a fronte di una produzione inferiore del 15,5%.

Trasporto Short Haul (compreso anche il traffico effettuato su territorio estero dalle società controllate del Gruppo)

Grafica: Trasporto Short Haul

In riferimento al trasporto pubblico locale urbano, il Gruppo FS Italiane ha soddisfatto complessivamente, nel 2020, una domanda di circa 1,7 miliardi di viaggiatori km (-41,6%), con un’offerta di circa 173 milioni di bus km. Il perimetro del business TPL gomma è accentrato soprattutto nella controllata Busitalia-Sita Nord, che gestisce, direttamente e indirettamente, il trasporto urbano ed extraurbano in varie regioni del paese (Veneto, Campania, Toscana e Umbria), rappresentando il terzo operatore in Italia, e il trasporto TPL in Olanda attraverso la società Qbuzz. L’offerta complessiva viene inoltre integrata dai servizi automobilistici di Ferrovie del Sud Est in Puglia, dalle società del gruppo Netinera in Germania e dai collegamenti automobilistici su alcune tratte gestiti da TrainOSE in Grecia.

Trasporto su gomma (compreso anche il traffico effettuato su territorio estero dalle società controllate del Gruppo)

Grafica: Trasporto su gomma

Per quanto riguarda il settore delle merci, considerando la complessità della congiuntura macroeconomica e la caduta della produzione industriale, i volumi di traffico complessivi realizzati dalle società del Gruppo FS Italiane, in territorio nazionale ed estero, hanno mostrato una buona tenuta, sfiorando 21 miliardi di tonnellate km, con una flessione del 6,8%, a fronte di una produzione, espressa in treni km, in linea con quella del 2019 (-0,5%). In particolare, il Polo Mercitalia, soprattutto in territorio nazionale, ha garantito nel periodo di lockdown il trasporto e la consegna di tutti i prodotti di prima necessità, con un andamento in ripresa nella seconda parte dell’anno.

A differenza di quanto accaduto nel 2019, i volumi di traffico sul territorio estero, maggiormente influenzati dall’andamento negativo del commercio internazionale, hanno evidenziato una riduzione dei volumi di tonnellate km trasportate dell’8,9%.

Trasporto merci (compreso anche il traffico effettuato su territorio estero dalle società controllate del Gruppo)

Grafica: Trasporto merci

Oltre al trasporto ferroviario e al TPL, il Gruppo FS Italiane, al fine di garantire la continuità territoriale dei servizi ferroviari, gestisce i collegamenti via mare tra il continente e la Sicilia, che, attualmente, vengono effettuati dalle navi di RFI, per i treni a lunga percorrenza, e dalle navi bidirezionali della controllata Bluferries, dedicate al trasporto marittimo di passeggeri, autoveicoli e merci.

Trasporto marittimo

Grafica: Trasporto marittimo